Ferricelli alla vecchia Maratea: sapori di costa e memoria contadina.
Nel menu di Regiacorte, i Ferricelli alla vecchia Maratea rappresentano un ponte tra la cucina marinara e quella dell’entroterra lucano. Un piatto che nasce dall’incontro tra la pasta fatta a mano e ingredienti semplici ma ricchi di significato: acciughe, burro, mollica fritta e peperone crusco.
Un piatto che racconta il mare e la terra
I ferricelli, formato di pasta tipico della Basilicata, vengono avvolti in un condimento che unisce la sapidità delle acciughe alla dolcezza del burro, la croccantezza della mollica fritta e la nota intensa del peperone crusco. È una ricetta che parla di cucina povera, di recupero, ma anche di eleganza e consapevolezza gastronomica.
Perché Maratea?
Le acciughe (o alici) erano un ingrediente fondamentale nella cucina tradizionale di Maratea per diverse ragioni:
-Disponibilità e abbondanza, il Mar Tirreno, su cui si affaccia Maratea, era ricco di pesce azzurro. Le acciughe venivano pescate in grandi quantità, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi.
– Facilità di conservazione, grazie alla salagione, le acciughe potevano essere conservate per mesi. Questo le rendeva preziose nei periodi in cui il mare era impraticabile o la pesca scarsa. Ogni famiglia aveva la propria tecnica di conservazione, spesso tramandata oralmente.
Curiosità:
Le acciughe, in Basilicata erano considerate il “formaggio del mare” per la loro capacità di insaporire anche i piatti più poveri. Bastava un’acciuga per dare gusto a un piatto di pasta, a una zuppa o a un contorno di verdure.
La ricetta si ispira a quella “cucina di recupero”, filosofia integrante nelle case dei pescatori, che vedeva le acciughe usate per arricchire piatti semplici, come pane raffermo, pasta fatta in casa o verdure dell’orto. La combinazione con mollica fritta e peperone crusco è un esempio perfetto di questa filosofia: pochi ingredienti, grande sapore.
Questa ricetta è anche un omaggio alla cultura marinara di Maratea, ai suoi borghi di pescatori, alle reti stese al sole e alle conserve preparate con cura. È un piatto che porta in tavola il profumo del mare e la memoria di una Basilicata che vive tra le onde e le colline.